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Viaggio in Kosovo

di Lawrence Faulkner

Sono in contatto quasi quotidiano con Bardhyl e gli altri del gruppo di Pristina ma non tornavo in Kosovo da diversi mesi. Questa visita ha coinciso con il simposio della società kossovara di oncologia dove presenterò l’esperienza di Cure2Children nello sviluppo di servizi per il trapianto di midollo osseo in realtà a basso e medio reddito.
La mattina di giovedì 20 maggio mi aspettano in oncoematologia pediatrica, mi accoglie Bardhyl insiema agli altri colleghi nonché Gresa e Leonora (data manager e coordinatore supporto alle famiglie). Facciamo un breve giro del reparto, rivedo con molto piacere le prime due bambine con leucemia mai trattate in Kosovo che hanno quasi completato il trattamento. Verso le 10.30 incontriamo il dott. Fisnik Kurshumliu, giovane ed energetico patologo, parla benissimo inglese ed è specialista in metodiche di diagnostica oncologica. Ci raggiunge Ilir, coordinatore associazione locale genitori bambini oncologici (NKF-KS, www.nfk-ks.org) ed insieme ai medici discutiamo su come procedere per la dotazione del reparto di una metodica indispensabile per la diagnosi e la cura delle leucemie: la citofluorimetria. Ad oggi è eseguita su basi compassionevoli dal Policlinico Gemelli di Roma, ma naturalmente è necessario che il reparto, che ormai segue circa 70 bambini (quasi un terzo della casistica prevista in base alla popolazione pediatrica del Kosovo), si renda autonomo ed accreditabile internazionalmente. Discutiamo un piano che permetta al servizio di offrire i test su basi non-profit e di responsabilità sociale ma anche con una prospettiva di  autosufficienza finanziaria. Questa metodica infatti non ha un costo molto superiore a quello che i genitori spendono per inviare i campioni in Italia, è quindi verosimile che possa generare le risorse necessarie per automantenersi.

La mattina successiva faccio la mia relazione, mi è stato riservato un posto di onore nel comitato scientifico del decimo simposio della società di oncologia kosovara e siedo al tavolo insieme ai professori Besim Sllamniku (Presidente), Suzana Manxhuka- Kerliu (Vice Presidente), Behxhet Osmani (Vice  Presidente) e Frederik Cuperjani (Segretario Generale). Il simposio è organizzato molto bene ma purtroppo, essendo la lingua ufficiale l’albanese, non riesco a seguire tutte le presentazioni. Nel pomeriggio incontro organizzato da Ilir presso il ministero della Sanità kosovaro con i dottori Isa Zymberi e lulzim Cela, consulenti principali del Ministro della Sanità. Ambedue molto professionali, mi hanno dato l’impressione di aver apprezzato molto il lavoro fatto dai colleghi dell’oncoematologia pediatrica, dell’importanza  del progetto e del suo potenziale per ridurre la mortalità infantile in Kosovo, limitare l’emigrazione sanitaria e l’emorragia finanziaria e professionale dal Kosovo. Ilir racconta la sua storia: con suo figlio e la moglie Dua sono rimbalzati per due mesi fra Prishtina e Belgrado senza una diagnosi, approdano finalmente a Graz (Austria) quando però è troppo tardi. Hanno speso 300,000 euro di cure per il loro bambino che aveva una malattia guaribile (un linfoma) senza riuscire a salvarlo. Il dott. Cela, molto colpito, si è impegnato, non solo a diventare membro dell’associazione genitori, ma a convincere il Ministro della Sanità a visitare il reparto di oncoematologia pediatrica. Sarebbe un riconoscimento ed un’opportunità molto importante.

La sera cena sociale della società di oncologia in un piacevolissimo ristorante del centro. Pristina è una città piena di vita e di giovani, non credo che l’età media superi 20 anni. Sabato mattina è la volta dei medici del servizio di oncoematologia pediatrica che per la prima volta presentano la loro esperienza nel simposio della società di oncologia kosovoara, mi sembrano molto soddisfatti ed orgogliosi, lo sono molto anch’io. La sera Bardhyl mi porta in un locale dove ceniamo insieme guardando la finale di coppa dei campioni Bayern-Inter.

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In Kosovo con il contingente di pace italiano

Di Lawrence FaulknerDr Bardhyl

Torniamo in Kosovo dopo oltre tre mesi. Questa volta sono con Roberto Valerio, membro consiglio di amministrazione di Cure2Children, Miriam Davidovich-Befani, presidente SOS Infanzia nel Mondo, e Veronica Brandinu, infermiera professionale del Dipertimento di Onco-Ematologia Pediatrica del Policlinico Gemelli Roma.
Miriam ha organizzato la permanenza presso il Villaggio Italia, arriviamo sabato 24 ottobre con volo civile che fa scalo a Tirana, il CIMIC (Civilian-Military Cooperation) Italiano ci viene gentilmente a prendere all’eroporto di Prishtina e ci porta al Villaggio Italia, nei pressi di Pec.
Poco piu’ di un’ora di strada in rifacimento, entro il 2014 Pristhtina e Pec dovrebbero essere collegate con una strada a 4 corsie. Domenica giornata di riposo.
Lunedi mattina si aggrega a noi il dott. Ergyl Gafuri del reparto di pediatria dell’ospedale di Pec ed arriviamo a Prishtina verso le 9:30. Ci aspettano una ventina di famiglie oltre alla nostra coordinatrice locale Leonora Bajraktari ed alla nostra datamanager Gresa Abrashi.

Ci fa piacere vedere che tutti i bambini con leucemia che abbiamo seguito fin dalla diagnosi, i primi mai trattati in Kosovo, stanno bene e la madri sembrano serene. Leonora ha fatto un ottimo lavoro seguendo tutte queste famiglie ed assicurandosi che non gli mancasse il necessario. Verdiamo anche alcuni bambini con problemi oncoematologici inizialmente trattati in paesi vicini come Albania o Macedonia, altri sono stati riferiti dai militari italiani.
Alla fine della giornata discutiamo i programmi futuri con i medici del reparto e l’associazione locale. Esploriamo la possibilità di un supporto del CMIC per avviare un laboratorio che renderebbe autonomo il Kosovo nella diagnosi delle leucemia ed altre malattie con il suo reponsabile Tenente Colonello Tedeschi. Ringraziamo tutti, in particolare il Tenente Carmelo Chiolo per la sua gentilezza e disponibilità.

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