Il mio viaggio in Kosovo


di Veronica Brandinu

Mi è stato proposto dal primario del mio reparto, il Prof. Riccardi, di partire per qualche giorno per il Kosovo nella città di Pristina, per andare nell’ospedale della città a conoscere ed aiutare le infermiere del reparto di onco-ematologia pediatrica.

Ho accettato con molto entusiasmo, avendo già avuto un’esperienza all’estero, so per certo che queste occasioni ti arricchiscono sia professionalmente che come persona.

Il primo giorno, prima di recarci in ospedale ho avuto il piacere di rincontrare Leonora, la mamma di una piccola paziente curata in Italia nel mio reparto, che nell’associazione ha diversi incarichi, fra i quali quello di mediatrice culturale tra noi e il personale del reparto di cura. Donna con grande pazienza, visto che nei giorni della nostra permanenza a Pristina si è dedicata a noi anche nei momenti liberi in giro per la città.

L’ospedale è diviso in padiglioni e l’impatto con quello pediatrico è destabilizzante, passi dal 1° piano del reparto di pediatria generale, fatiscente, a quello del 4° piano di onco-ematologia pediatrica completamente ristrutturato, grazie ad una donazione. Hai l’impressione di non stare nello stesso luogo eppure sei separata dall’altra realtà solo da una scala.

Quando sono entrata nel reparto, sono stata accolta da alcuni miei ex pazientini Kosovari curati dalla nostra divisione in Italia, ormai fuori terapia, che si recano a Pristina per controlli routinari, un ulteriore certezza che il nostro lavoro può e deve funzionare.

Il personale medico ed infermieristico mi ha accolto con tanta gentilezza, mettendomi subito a mio agio e facendomi visitare il reparto con il Day Hospital, una struttura a misura di bambino, con sala giochi e stanze molto colorate, così come devono essere i reparti pediatrici.

Nei pochi giorni che sono stata con loro, ho assistito alla visita medica venendo a conoscenza dei casi clinici seguiti.

Dal personale infermieristico, il primo giorno che ci siamo riunite, mi è stato chiesto di poter spiegare il meccanismo di funzionamento delle pompe infusionali in dotazione al reparto. Insieme a tutte loro, dopo la spiegazione del funzionamento, ci siamo messe a fare alcune esercitazioni, per meglio capirne il meccanismo, con buon esito finale.

Il secondo giorno di permanenza ci siamo riunite dopo la visita medica e con l’aiuto della traduzione di Leonora ho fatto una piccola lezione su cosa sono, i diversi tipi in commercio con le loro differenze e come vanno gestiti i cateteri venosi centrali, fondamentali per una buona assistenza al piccolo paziente. Questa lezione è stata proposta dal Dr Faulkner, perché nel progetto per il Kosovo c’è la speranza di poter curare nel tempo anche i casi di Leucemia a più alto rischio e altre patologie tumorali, evitando così di dover sradicare il bambino dal suo ambiente, dalle sue origini e dalle sue abitudini di vita.

Ho potuto constatare con la mia esperienza in Kosovo, che le mie colleghe hanno tanta voglia di migliorare nell’assistenza e progredire professionalmente e sono tutte persone molto valide.

Grazie ancora al Dr Faulkner, a Stefania e a Leonora, persone speciali, con le quali ho condiviso questa esperienza e che rimarrà un bel ricordo nel mio cuore.

Veronica Brandinu

Veronica Brandinu (a sinistra)

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