di Lawrence Faulkner
Dal novembre 2007 non siamo riusciti a tornare in Kosovo, i militari non ritenevano fosse sicuro per possibili disordini associati alla dichiarazione unilaterale di indipendenza. Finalmente, dal 27 al 30 luglio (2008), il dottor Giuseppe Barone in rappresentanza della Divisione di Onco-ematologia Pediatrica del Policlinico Gemelli, la signora Miriam Davidovitch Befani della Associazione SOS Infanzia nel Mondo ed il sottoscritto, possiamo prendere un volo riservato ai militari italiani ed arriviamo all’aereoporto militare di Jakovitza, dove siamo accolti con tutti gli onori. Ci trasferiamo quindi al Villaggio Italia dove passiamo una piacevolissima giornata.
Il Lunedì andiamo all’Ospedale di Pec dove, dall’ultima visita, sono state fatte importanti ristrutturazioni. Siamo accolti dal Direttore Generale, dal Direttore Sanitario, dal responsabile del dipartimento dipartimento infantile e dai colleghi pediatri. La discussione è lunga e costruttiva e sono tutti molto interessati ad avviare un programma per la cura dei bambini con problemi onco-ematologici. Il giorno dopo andiamo all’Ospedale Universitario di Prishtina dove esiste già una realtà dedicata ai bambini con tumori e malattie del sangue che però, per mancanza di farmaci ed altre risorse, non ha ancora iniziato a curare bambini. La gran parte dei bambini vengono trattati palliativamente o mandati all’estero (chi se lo può permettere o chi ha la fortuna di accedere a programmi di cooperazione). Dalla nostra visita di otto mesi fa, le cose sembrano andate molto avanti e si ha la netta sensazione che ci sia molta attesa e desiderio di poter offrire le cure localmente. Anche qui siamo accolti molto bene dalla responsabile della pediatria e dal personale sanitario del reparto di onco-ematologia pediatrica, sono in tutto 4 medici: il responsabile Dott. Nazim Ymeri ed i colleghi Bardhyl Abrashi, Violeta Grajcevci e Rufadije Macastena. Visitiamo il reparto nonché una nuova ala in costruzione dove potrebbe sorgere addirittura un servizio di trapianto di midollo. Con i colleghi di Prishtina abbiamo una discussione approfondita, la comunicazione è buona (uno di loro parla bene inglese). Discutiamo di due bambine ricoverate con leucemia e concordiamo di fare le verifiche opportune e considerare la possibilità di trattarle a Prishtina. La sera torniamo al Villaggio Italia, i nostri gentilissimi accompagnatori (Maresciallo Leonardo Recchia ed il Caporalmaggiore Maria Grazie De Mitri) ci portano a visitare il Monastero serbo-ortodosso di Visoki Decani, protetto dal 1999 dal contingente militare italiano della KFOR. Mercoledì sera torniamo a Roma e la mattina successiva discutiamo il consuntivo del viaggio e facciamo un programma per il trattamento di queste due bambine insieme al prof. Riccardo Riccardi e al suo gruppo di onco-ematologi pediatri. Il 15 agosto Besiana ed Almira di due e tre anni di età, dopo la conferma della diagnosi di leucemia linfoblastica del tipo più comune, iniziano il trattamento. Si tratta delle primi casi di leucemia del bambino mai curati in Kosovo. Siamo tutto molto felici ed orgogliosi, ci rendiamo conto che questo è solamente l’inizio ma ci sono tutti i presupposti per pensare che questa collaborazione permetterà di trattare molti bambini in Kosovo. Vogliamo ringraziare il Generale Biancafarina, il Maggiore Medico Dott. Palumbo, il Tenente Colonnello Mastrangelo, il Capitano Bavaro, il Maresciallo Recchia, il Caporalmaggiore De Mitri e tutti i membri delle Forze Armate Italiane In Kosovo, la loro gentilezza, professionalità e disponibilità sono state fondamentali.