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Prima visita in Marocco

di Lawrence Faulkner

Paolo Gardino ed altri rotariani genovesi e di Rabat lavorano oramai da 5 anni su un ammirevole progetto di supporto allo screening e la cura della talassemia in Marocco. Ci troviamo con Paolo a Casablanca la mattina del 27 maggio ed andiamo all’Hôpital 20 Août, uno dei principali di Casablanca, dove incontriamo il Professor Said Benchekroun, responsabile dell’ematologia, e la Professoressa Asma Quessar, ematologa e vice preside della facoltà di medicina. Conosco Asma perché molto attiva nei seminari internazionali via web organizzati dall’Ospedale St. Jude di Memphis (Cure4Kids). Il reparto è moderno e pulito, seguono molti malati, inclusi piccoli pazienti con leucemie, talassemia ed anemia falciforme. Hanno iniziato con il trapianto autologo nel 2004 e tre mesi fà è stato eseguito il primo trapianto di midollo allogenico in un bambino con immunodeficienza congenita grave. Ci rechiamo anche al servizio trasfusionale, molto ben attrezzato. L’impressione iniziale è non solo che il Marocco è un bellissimo paese ma anche che vi siano realtà sanitarie avanzate e senz’altro all’altezza di fornire servizi complessi come il trapianto di midollo. Il pomeriggio trasferimento a Rabat dove la cena è organizzata dal Rotary locale impegnato nel progetto talassemia dalle sue origini. La mattina successiva ci uniamo alla delegazione della Thalassemia International Federation (TIF): Panos Englezos (Presidente e padre di un ragazzo deceduto per telessemia, Cipro), Andreulla Eleftheriou (Direttore Esecutivo, Cipro), D. Loukopoulos (Grecia), M. Angastiniotis (Cipro), M. El Hazmi (Arabia Saudita), Abdul Basit Mohd. Merdas e Saeed Jaafar Al Awadhi (rispettivamente Presidente e Tesoriere Associazione Talassemici degli Emirati Arabi Uniti) e Loris Brunetta (Presidente Associazione Talassemici della Liguria). Visitiamo l’ospedale pediatrico di Rabat dove incontriamo la Dott.ssa Linda Alami, Direttore Sanitario, ed il Professor Mahammad Khatab, responsabile onco-ematologia. Nel pomeriggio visita al Ministero della Sanità marocchino ed incontro con il Segretario Generale Rahhal El Makkaoui in cui è presente anche il responsabile dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per il Marocco. Affrontiamo il problema dello screening e della prevenzione della talassemia nonchè dell’accesso alla cura. TIF e Ministero della Sanità si impegnano a definire un piano strategico. Sabato 29 maggio simposio sulla talassemia in cui la delegazione TIF fa varie presentazioni, illustro i nostri risultati in Pakistan. Sono presenti la gran parte dei professionisti marocchini coinvolti nella talassemia nonché una folta rappresentanza di genitori molti dei quali partecipano con domande ed interventi. Ho la sensazione di partecipare ad un evento storico che impatterà sulla sofferenze di centinaia di bambini e famiglie marocchine. La sera cena sociale in un bellissimo ristorante del centro storico. Rabat è una città bellissima e piena di vita. In quei giorni si tiene un festival internazionale musicale che vede la partecipazione di artisti del calibro di Sting, Carlos Santana, ed Elton John. Spero di tornare presto.

Rassegna stampa

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Viaggio in Kosovo

di Lawrence Faulkner

Sono in contatto quasi quotidiano con Bardhyl e gli altri del gruppo di Pristina ma non tornavo in Kosovo da diversi mesi. Questa visita ha coinciso con il simposio della società kossovara di oncologia dove presenterò l’esperienza di Cure2Children nello sviluppo di servizi per il trapianto di midollo osseo in realtà a basso e medio reddito.
La mattina di giovedì 20 maggio mi aspettano in oncoematologia pediatrica, mi accoglie Bardhyl insiema agli altri colleghi nonché Gresa e Leonora (data manager e coordinatore supporto alle famiglie). Facciamo un breve giro del reparto, rivedo con molto piacere le prime due bambine con leucemia mai trattate in Kosovo che hanno quasi completato il trattamento. Verso le 10.30 incontriamo il dott. Fisnik Kurshumliu, giovane ed energetico patologo, parla benissimo inglese ed è specialista in metodiche di diagnostica oncologica. Ci raggiunge Ilir, coordinatore associazione locale genitori bambini oncologici (NKF-KS, www.nfk-ks.org) ed insieme ai medici discutiamo su come procedere per la dotazione del reparto di una metodica indispensabile per la diagnosi e la cura delle leucemie: la citofluorimetria. Ad oggi è eseguita su basi compassionevoli dal Policlinico Gemelli di Roma, ma naturalmente è necessario che il reparto, che ormai segue circa 70 bambini (quasi un terzo della casistica prevista in base alla popolazione pediatrica del Kosovo), si renda autonomo ed accreditabile internazionalmente. Discutiamo un piano che permetta al servizio di offrire i test su basi non-profit e di responsabilità sociale ma anche con una prospettiva di  autosufficienza finanziaria. Questa metodica infatti non ha un costo molto superiore a quello che i genitori spendono per inviare i campioni in Italia, è quindi verosimile che possa generare le risorse necessarie per automantenersi.

La mattina successiva faccio la mia relazione, mi è stato riservato un posto di onore nel comitato scientifico del decimo simposio della società di oncologia kosovara e siedo al tavolo insieme ai professori Besim Sllamniku (Presidente), Suzana Manxhuka- Kerliu (Vice Presidente), Behxhet Osmani (Vice  Presidente) e Frederik Cuperjani (Segretario Generale). Il simposio è organizzato molto bene ma purtroppo, essendo la lingua ufficiale l’albanese, non riesco a seguire tutte le presentazioni. Nel pomeriggio incontro organizzato da Ilir presso il ministero della Sanità kosovaro con i dottori Isa Zymberi e lulzim Cela, consulenti principali del Ministro della Sanità. Ambedue molto professionali, mi hanno dato l’impressione di aver apprezzato molto il lavoro fatto dai colleghi dell’oncoematologia pediatrica, dell’importanza  del progetto e del suo potenziale per ridurre la mortalità infantile in Kosovo, limitare l’emigrazione sanitaria e l’emorragia finanziaria e professionale dal Kosovo. Ilir racconta la sua storia: con suo figlio e la moglie Dua sono rimbalzati per due mesi fra Prishtina e Belgrado senza una diagnosi, approdano finalmente a Graz (Austria) quando però è troppo tardi. Hanno speso 300,000 euro di cure per il loro bambino che aveva una malattia guaribile (un linfoma) senza riuscire a salvarlo. Il dott. Cela, molto colpito, si è impegnato, non solo a diventare membro dell’associazione genitori, ma a convincere il Ministro della Sanità a visitare il reparto di oncoematologia pediatrica. Sarebbe un riconoscimento ed un’opportunità molto importante.

La sera cena sociale della società di oncologia in un piacevolissimo ristorante del centro. Pristina è una città piena di vita e di giovani, non credo che l’età media superi 20 anni. Sabato mattina è la volta dei medici del servizio di oncoematologia pediatrica che per la prima volta presentano la loro esperienza nel simposio della società di oncologia kosovoara, mi sembrano molto soddisfatti ed orgogliosi, lo sono molto anch’io. La sera Bardhyl mi porta in un locale dove ceniamo insieme guardando la finale di coppa dei campioni Bayern-Inter.

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Viaggio in Pakistan per organizzare dei Social Business

di Lawrence Faulkner

Dovevo partire per Islamabad domenica 9 maggio via Londra ma il vulcano islandese si è messo di mezzo. Stavo quasi per gettare la spugna ma le ceneri nel pomeriggio sembrano diminuite, fisso un nuovo volo per il giorno successivo via Roma Fiumicino. Ottima decisione, arrivo a Karachi via Dubai la mattina di martedì 11 alle 4.30, la macchina dell’albergo mi aspetta. Riposo un paio di ore, Sadaf mi incontra in albergo per andare da Tahir Shamsi e colleghi al National Institute for Blood Diseases. Parliamo dei vari pazienti e delle prospettive future, molto interessanti, siamo tutti entusiasti dei risultati. Tutti i bambini trapiantati sono andati bene. Mi incontro con una famiglia di un bambino talassemico a basso rischio e con un donatore compatibile, sono ricchi e vogliono andare in Italia. Cerco di convincerli che non c’è nessun motivo, non so se ci sono riuscito.

Nel primo pomeriggio incontro con Ali J Siddiqui, giovane e brillante dirigentedi un grossa azienda pachistana, la JS Group, nonché membro del Board of Directors di Acumen Fund. Mi sembra molto interessato alle nostre attività e sensibile al problema. Gli presenterò una breve proposta che si è impegnato a valutare attentamente. Acumen Fund è una grande organizzazione non-profit orientata al supporto di progetti che abbiano una alta probabilità di autonomia finanziaria a lungo termine, i loro strumenti sono essenzialmente prestiti agevolati e compartecipazioni a progetti orientati all’impresa sociale. L’incontro è molto interessante, al punto che ci dilunghiamo e perdo l’aereo per Islamabad.

La mattina successiva sveglia alle 5 e di nuovo in aeroporto, arrivo ad Islamabad ed il giorno stesso incontro sia la Direzione del Pakistan Institute of Medical Sciences (PIMS) che, nel pomeriggio, l’Ambasciatore Italiano Vincenzo Prati, sempre molto disponibile ed ospitale. I medici ed il personale infermieristico della unità di trapianto di midollo “Simone Montomoli” mi sembrano molto contenti e motivati. Hanno ben ragione d’esserlo, sono molto orgoglioso di quello che abbiamo fatto insieme e soprattutto di come abbiamo speso impiegato le donazioni e la fiducia dei nostri tanti sostenitori.
Con l’amministrazione del PIMS discutiamo un piano per rendere gradualmente indipendente, finanziariamente e professionalmente, il servizio di trapianto di midollo che oramai è avviato con 12 trapianti eseguiti. Sabato mattina piccolo simposio su talassemia e trapianto a cui partecipano molte persone inclusi coordinatori di centri talassemia come le dottoresse Atifa Shuaib a Tahira Zafar, quest’ultima lavorava in precedenza al PIMS ed ha visto nascere il nostro progetto.

La sera siamo invitati a cena da Sara Rezoagli, capo delegazione italiana in Pakistan (vice ambasciatore), dove passiamo una piacevolissima serata conoscendo altri italiani che sono ad Islamabad per motivi vari. Anche questa visita mi ha caricato moltissimo, torno con nuove idee e programmi per la fase successiva. In viaggio mi sono letto tutto il nuovo libro del premio Nobel Muhammad Yunus, “Building Social Business”, in cui ha dedicato un intero capitolo a Cure2Children, non riesco ancora a crederci.

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Nel nuovo libro “Building Social Business” del Nobel Yunus, un capitolo su Cure2Children

di Eugenio La Mesa

libro Building Social BusinessNel nuovo libro, appena uscito, del premio Nobel Yunus Building Social Business: The New Kind of Capitalism That Serves Humanity’s Most Pressing Needs“, c’e’ un intero capitolo di 15 pagine dedicato a Cure2Children, relativo al social business che stiamo realizzando in Bangladesh insieme e Grameen per la cura della Talassemia mediante trapianto di midollo osseo.

Sono citati varie volte Lawrence Faulkner, Pietro Sodani, Eugenio La Mesa, Sadaf Khalid e il Prof. Guido Lucarelli.

Un enorme grazie al Prof. Yunus e a Karl Weber.

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Cure2Children al congresso annuale della societa’ europea di trapianto di midollo

ebmt-2010-c2c-posterdi Lawrence Faulkner

E’ una grande soddisfazione poter presentare ad uno dei piu’ importanti congressi scientifici internazionali quello che stiamo facendo.

Nel dicembre 2009 il sommario dei risultati della rete supportata da Cure2Children per cura della talassemia in Pakistan e’ stato sottoposto alla valutazione della comissione del gruppo europeo per il trapianto di midollo (EBMT) che ne giudica la rilevanza per la comunita’ degli addetti ai lavori e l’accetta per la presentazione al Congresso Annuale 2010 della Societa’ Europea di Trapianto di Midollo tenutosi a Vienna dal 21 al 24 marzo.
Questo successo e’ molto importante non solamante per il riconoscimento ufficiale della nostra attivita’ ma anche per rafforzare la rete di collaborazioni professionali. Questo congresso e’ un punto di riferimento per associazioni scientifiche e professionisti provenienti da tutto il mondo incluso medioriente a continenete asiatico.

Fra le novita’ di rilevo emerse al congresso il crescente uso di terapie derivate dal trapianto di midollo (terapie cellulari) in grado di contribuire alla cura della leucemia in modo efficaci e poco tossico e la possibilita’ di eseguire i trapianti con procedure sempre piu’ tollerabili.
Anche il progresso nel settore dell’uso di donatori familiari alternativi (ad esempio la madre) fa ben sperare che questa possibilita’ si possa estendre anche in contesti con risorse e tecnologie piu’ limitate. Attualmente infatti, nella gran parte delle realta’ a basso reddito viene solamante eseguito il trapianto da fratello o sorella compatibile, il che esclude una buona parte dei bambini che potrebbero giovarsene e che non hanno un donatore compatibile nella famiglia.
Altro dato importante e’ quello emerso dalla relazione del gruppo mediorientale per il trapianto di midollo (EMBMT), ovvero la grave carenza di strutture in grado di offrire la cura per molte malattie gravi dei bambini nella regione che si estende dal nordafrica al Pakistan. In rapporto alla popolazione, infatti, il numero di centri per il trapiantoi di midollo e’ meno di un quarantesimo rispetto a quello esistente in europa occidentale o in nordamerica.
In conclusione, sono molto contento della direzione in cui stiamo investendo gli sforzi di Cure2Children e quelli dei nostri donatori e che intorno ad essa si stia aggregando un crescente numero di professionisti.

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Prima visita in Georgia

di Lawrence Faulker

I medici del reparto di oncoematologia del M. Iashvili Children’s Central Hospital di Tblisi ci hanno contattato qualche mese fa chiedendo aiuto per l’allestimento di un laboratorio per la diagnosi delle leucemia infantili. Dopo qualche scambio di emails fissiamo la data, dal 15 al 18 febbraio 2010. La settimana precedente Giorgio Righetti tramite un suo conoscente collaboratore del consolato della Georgia in Italia, Lasha Kurashvili, ci organizza un incontro a Roma con l’ambasciatore georgiano Dr Konstantin Gabashvili, persona estremamente cordiale e disponibile oltre che molto influente nel suo paese.

Roberto Valerio ed io arriviamo a Tblisi alle 4 di mattina del 16 febbraio via Monaco, ci riposiamo in albergo fino alle alle 10.30 quando ci viene a prendere il Dr George Machelshivi. Al reparto di oncoematologia ci aspettano tutti i medici, dal responsabile, Professoressa Asmat Shehgelaia, ai colleghi Tamar Javakhadze, responsabile day hospital, Zurab Shagarashvili, responsabile ematologia, Nino Totogashvili, responsabile oncologia. Tamar ci presenta l’attivita’ del centro ed i risultati ottenuti. Hanno iniziato nel 1994 e trattano prevalentemente leucemia e linfomi con una casistica di circa 60 nuovi casi l’anno. I risultati sono non molto diversi da quelli ottenibili in Italia anche se hanno problemi ad ottenere diagnosi accurate ed affidabili. Non esiste un servizio di trapianto di midollo in tutta la Gerogia ed i pazienti che ne hanno bisogno vanno prevalentemente in Italia a carico dei programmi regionali di cooperazione. Visitiamo il reparto di oncoematologia, una ventina di letti fra reparto e day hospital in un ospedale pediatrico di 400 letti con tutte la sottospecialita’ principali.
Incontriamo anche il Dr Shota Joglidze, giovane e dinamico Direttore Generale, e la Direttrice Sanitaria, anche lei molto energica e comunicativa, Professoressa Ketevan Nemsadze. L’atmosfera e’ molto cordiale, affrontiamo vari argomenti e ci impegnamo a siglare un memorandum generico di intesa il giorno successivo. Nel pomeriggio visitiamo un bellissimo ed attrezzatissimo centro, il Research Institute of Clinical Medicine, sviluppato dal Professor Fridon Todua, persona localmente molto influente che si impegna a dare tutto l’aiuto possibile. A cena siamo invitati a casa della Professoressa Shehgelaia dove passiamo una piacevolissima serata. Nella migliore tradizione georgiana brindando a ripetizione sul progetto comune e sulla vita professionale e personale di tutti. Non siamo arrivati neanche da 24 ore e ci sentiamo gia’ a casa.

La mattina successiva, bellissima giornata, George ci accompagna in visita nella citta vecchia. Torniamo in ospedale dove alle 13 presentazione dell’attivita’ di Cure2Children ed alle 14 pranzo nella casa accoglienza per i genitori dei bambini oncologici appena terminata. Un bellissimo villino adiacente all’ospedale in grado di ospitare 7 famiglie e frutto di 5 anni di lavoro di Marika (ha un figlio guarito dalla leucemia), del personale del reparto e dell’aiuto di un associazione umanitaria olandese, Cordaid. Incontriamo la dottoressa Ecaterina, biologa gia formata nelle metodiche disagnostiche tramite citofluorimetria. Il pomeriggio tavola rotonda su possibile piano d’azione con tutti i colleghi dell’oncoematologia e successivamente incontro con direttore generale e direttore sanitario. Concordiamo di sviluppare un piano d’azione che prevede la creazione di laboratorio e di un centro trapianti di tre letti nella nuova sede del reparto di oncoemaltologia che dovrebbe essere pronta entro l’estate. Anche qui sembriamo capitati nel momento giusto. Firmiamo il memorandum di intesa.

Siamo molto soddisfatti della visita, sembra che ci siamo i migliori presupposti per raggiungere risultati importanti. Siamo grati all’associazione Pollicino ONLUS di Signa (Fi), in particolare il signor Giuseppe Bonardi, che ci ha il dato supporto economico e l’incoraggiamento per intraprendere questa collaborazione. Siamo sicuri che le risorse che riusciremo a destinare alla Georgia saranno ben impiegate.

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Primo anniversario unita’ trapianto di midollo “Simone Montomoli” ad Islamabad

di Lawrence Faulkner

(Foto) Come sempre Sadaf e Khalid e tutto il gruppo ad Islamabad a fatto un lavoro splendido. La cerimonia per la commemorazione del primo anniversario dell’unita’ di trapianto di midollo “Simone Montonoli” si svolge all’Islamabad Club il 22 gannaio 2010, un bellissimo complesso frequentato dalla jet society pachistana.

Oltre a gran parte dei bambini guariti provenienti da tutto il Pakistan con le loro famiglie, medici ed infermieri delle unita’ di trapianto di midollo, ci sono circa 200 invitati fra cui il ministro per l’informazione e delle telecomunicazioni Qamar Zaman Kaira, il membro dello Standing Comittee Rubina Qamikani, il direttore generale di Bait-ul-Mal Zamurrud Khan, ed il direttore generale del Pakistan Institute of Medical Sciences Dr.ssa Ghazala Mahmood.
Sono presenti il nostro Ambasciatore Vincenzo Prati, quello rumeno Emilian Ion e rappresentanti dell’ambasciata svizzera e cecha. Partecipa anche Sara Rezoagli, la responsabile della delegazione italiana arrivata da Kabul da pochi giorni. L’ambasciatore del Bangladesh purtroppo non e’ potuto venire.

Le varie autorita’ ed i medici si alternano sul palco, poi e’ il turno dei bambini che consegnano a Cure2Children una loro composizione, ed a loro volta ricevono dei regali dalle autorita’. Zamurrud Khan consegna a ciascuna famiglia un assegno da 30,000 rupie. La presenza dei media e’ abbastanza importante e l’evento viene trasmesso in diretta su una importante rete locale. Sono molto soddisfatto, i risultati sono stati eccellenti e siamo molto orgogliosi di aver potuto annunciare che dopo appena un anno siano stati raggoiunti traguardi cosi’ importanti, ovvero che team locali abbiano eseguito un numero cospicuo di trapianti (23) con risultati paragonabili a quelli ottenuti in Italia ma con un decimo dei costi, questo ci da concrete speranze che il sistema posso autosostenersi in tempi brevi.

L’Ambasciatore Prati ci e’ stato come sempre di grande aiuto e si impegna ad aiutarci per ottenere finanziamenti governativi nel contesto degli accordi di conversione del debito fra governi pachistano ed italiano. Il responsabile di Bait-ul-Mal, si impegna a sostenere una buone parte delle spese per i prossimi 50 trapianti (500,000 rupie per bambino) e ad sostenerci nelle nostre iniziative future in Pakistan.

E’ una grandissima soddisfazione personale e professionale, e’ stato un onore lavorare con tutte queste persone ansiose di dimostrare che nel loro bellissimo paese si puo’ ottenenere tantissimo con poco. Grazie a tutti coloro che hanno creduto in Cure2Children e ci hanno sostenuto in questi anni, questo e’ solo l’inizio!

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Partnership Grameen-Cure2Children per vincere la talassemia in Bangladesh: definiti piano d’azione ed istituzioni coinvolte

Di Lawrence Faulkner

All’aeroporto di Dhaka lunga coda per controllo del visto. L’intensa foschia mattutina ha fatto ritardare molti voli che arrivano tutti insieme a meta’ mattinata. Sono molto stanco, anche il volo da Mumbai a Calcutta era in ritardo ed ho passato la notte all’eroporto di Calcutta, esperienza che spero di non ripetere.
Grameen ha organizzato il mio trasporto ad un albergo vicino alla loro sede. Mi incontro con Sultan e Shamim per fare il punto della situazione e discutere l’agenda.
La mattina successiva visita allo Shishu Hospital, l’ospedale pediatrico governativo di Dhaka, dove il Direttore Generale, Professor Kahn, si mostra molto ottimista e si impegna a sostenere la formalizzazione dell’accordo con il consiglio direttivo dell’ospedale.

In tarda mattinata incontro con Direttore Generale, Direttore Amministrativo e Primario Pediatria del United Hospital per discutere in dettaglio il piano di azione, dovremmo partire con il primo trapianto di midollo a luglio 2010. Mi sembra un obbiettivo realistico.

Dovrei tornare ad aprile insieme ad altri colleghi per un seminario sul trapianto a cui parteciperanno medici ed infermieri potenzialmente interessati. Nell’allestimento dell’unita’ trapianti e nella formazione saranno coinvolti anche i medici e gli infermieri di islamabad che ormai hanno aquisito una esperienza importante in un contesto simile. Questo e’ il reale obiettivo, creare i presupposti e gli strumenti perche’ il trasferimento di conoscenza si propaghi, una grandissima soddisfazione per Cure2Children.

Nel pomeriggio incontro con il giovane segratario generale della Bangladesh Thalassemia Foundation, Dottor Robin Rahim, con cui discutiamo il processo di selezione dei candidati a trapianto e di screening delle loro famiglie. Gli illustro il database in linea di Cure2Children con cui familiarizza molto rapidamente.

A fine giornata Sultan mi accompagna dal Professor Yunus,  il quale ci fa molte domande sullo stato di avanzamento del progetto ed in particolare su come saranno affrontati i problemi di personale, formazione e soprattutto di chiara definizione dei ruoli. Mi sembra molto interessato e determinato, mi sento uno dei suoi, con una ledership cosi’ non possiamo fallire. Una giornata intensa ma estremamente produttiva.
Il programma di screening e prevenzione iniziera’ entro poche settimane ed i trapianti entro pochi mesi.

La mattina dopo tour di Old Dhaka, mai visto un traffico cosi’caotico. Tutti contro tutti, fatiscenti ma funzionali risco’, carretti e Api Piaggio sfidano macchine e pulman sfasciati a passare per strade larghe pochi metri. Ci sono anche passanti disinvolti con dei carichi inverosimili sulla testa che sfidano le leggi fisiche. Ogni tanto si intravede qualche semaforo il cui ruolo non sembra molto chiaro.
Si capisce come il Bangladesh sia il paese piu’ densamante popolato della terra, 150 milioni di persone in un territorio grande come mezza Italia. Impieghiamo 4 ore per attraversare il centro, inclusa una sosta di 15 minuti al Lalbagh Fort. Alcuni bambini hanno apprezzato molto che gli facessi delle foto e mi regalano dei fiori, un bellissimo gesto altrettanto apprezzato.

Nel pomeriggio parto per Islamabad, incredibilmente non esiste un volo diretto fra le due capitali, devo fare scalo ad Abu Dhabi.

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Festa per il Nuovo Anno e per Eid al Centro “Simone Montomoli”, PIMS, Islamabad

Di Saira Faisal

Curare dei pazienti per una malattia non significa dare loro soltanto medicine ed eseguire complicate operazioni chirurgiche, significa anche donare amore e comfort che possono curare la loro mente e la loro anima. Generalmente si dice che il corpo umano si cura da solo, il che è vero solo in parte, ma ciò che il corpo non può curare da solo è la sensazione di solitudine e la mancanza di amore.

Cure2Children non è solo attiva per curare e salvare vite umane, si prende cura dei propri pazienti in modo tale che il loro periodo di terapia sia una esperienza confortevole. Per Cure2Childrenle relazioni sociali sono una parte importante della cura. Le famiglie non sono basate soltanto da un legame di sangue, per loro l’idea di prendersi cura e di amare qualcuno fino al punto di renderli felici è ciò che crea una famiglia. E Cure2Children fa di tutto per amare e prendersi cura della famiglia.

Così, il 28 Novembre, tutto il personale di Cure2Children Pakistan ha deciso di decorare il Centro “Simone Montomoli” per l’EID ed il Nuovo Anno per dare a Tasbeel di 9 anni e  Zulkifal di 1 anno una “ventata di aria fresca”, una speranza di vita ai due bambini che erano entrati al Centro in quei giorni. Abbiamo decorato il Centro con luci e palloncini e il Dott. Sadaf ha fatto ai bambini un’altra sorpresa donando loro dei regali. Loro ovviamente sono stati molto contenti. E tutti siamo stati molto soddisfatti ed orgogliosi di aver portato felicità ed un sorriso sul volto di questi bimbi.

Per i dottori e lo staff  del Centro  è stato un enorme piacere stare con i due bambini, vedere Tasbeel giocare con gli scacchi mentre il piccolo Zulkifal era adorabile nei suoi nuovi vestiti, i regali ricevuti sono stati veramente apprezzati.

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Prima visita a Madurai, India

Di Lawrence Faulkner


Naren ci ha trovato su internet, e’ il project manager della Nivethan Trust, un’organizzazione con base in Madurai che si occupa di assistenza ai bambini in vari settori, uno dei quali la talassemia. Madurai e’ una citta’ del Tamil Nadu, sud dell’India, nella cui are urbana vivono circa 4 milioni di persone e dove nonostante vi siano molti bambini con la talassemia non esiste un vero e proprio centro che li segua in modo organizzato. Vengono assistiti da vari medici nessuno dei quali con un interesse o una competenza specifica.

Arrivo alle 13 del 15 gennaio, siamo sul nono parallelo sopra l’equatore, un area tropicale con una temperatura a gennaio di 25-30 gradi. Naren mi riconosce facilmente all’eroporto (ci siamo gia’ visti su Skype), e mi porta in un albergo del centro dove mi incontro con il signor Ramalingam e altri membri di Nivethan. Discutiamo sul programma dei due giorni.
Il giorno successivo visita all’ospedale governativo di Madurai ed incontro con alcuni genitori a cui vengo presentato dalla professoressa Murugalatha e dal professor Shanmugasundaram del Dipartimento di Pediatria. I genitori hanno molte domande sulla terapia ed in particolare sulla possibilita’ di cura della talassemia con il trapianto di midollo.

Visito il centro sangue diretto dal dottor Velusamy, il reparto di oncologia pediatrica diretto dal dottor Rajaramesharawn, dove trattano prevalentemente le leucemie (i tumori solidi vengono gestiti dai chirurghi). Alle 12 incontro con un gruppo di giovani medici. Il pomeriggio andiamo a visitare un’altro ospedale privato fondato da una missione cattolica. Nel pomeriggio ci aspettano al villaggio di Keelamathur, a 8 km da Madurai, dove ho l’onore di inaugurare un piccolo centro informatico con dei computer donati all’associazione Thiyagam Women Trust, che si occupa di formazione di donne diversamente abili. La coordinatrice, signora Amutha Shanty, lei stessa portatrice di disabilita’, e’ una donna molto comunicativa, dolce ed energica.
Al villaggio vicino di Kodimangalam Pudur e’ stata preparata un’altra cerimonia in occasione del Pongal, la festa dell’abbondanza e del raccolto. Anche qui il Thiyagam Women Trust ha organizzato un piccolo doposcuola frequentato da una ventina di bambini del villaggio, alcuni con dei problemi di disabilita’.
Il dott. Shanmugasundaram ed io piantiamo due piante simboliche, segue un piccolo rito nel tempio del villaggio, un’esperienza bellissima e commuovente che non dimantichero’ facilmente.

Il giorno successivo visita al tempio di Meenakshi, ci accompagnano la signore Bose e Rajalakshmi del Rotary club locale. Questo imponente tempio ha un ruolo molto importante nella religione Hindu, sono molte le coppie che vi celebrano il matrimonio ed i pellegrini provenienti da tutta l’India. Mattinata interesantissima e passata in piacevole compagnia.
La mia visita finisce facendo il punto su come procedere con il programma di screening e prevenzione e con i passi sucessivi. Mi sembrano tutti molto efficenti e motivati, penso che anche in questa realta’ iniziaremo a fare quacosa di concreto molto presto. Madurai mi ha dato delle emozioni bellissime che non provavo da tempo, sono molto fortunato ad avere il priviliegio di poter fare questo lavoro ed incontrare persone eccezionali. Mi aspettano 3 scali (Chennai, Mumbai e Calcutta) prima di arrivare a Dhaka la mattina successiva.

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