Non è tempo di fermarsi
di Pietro Sodani
Voglio iniziare così: “Ci sono momenti in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Un dovere civile, una sfida morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre”. Oriana Fallaci, dal suo libro "La rabbia e l’orgoglio". Sì, è così.
Rabbia: perché quando vedi sei bambini affetti da leucemia acuta dentro una stanzone, adagiati su un letto, senza speranza, quando visiti una moltitudine di bambini talassemici con la consapevolezza che quei bambini non potranno mai guarire, la rabbia è l’unico sentimento possibile.
Se poi pensi che quel bambino, se ricevesse le cure necessarie, quasi sicuramente si salverebbe, allora questa rabbia si tinge di una profonda tristezza. Se ti fermi un altro secondo e rifletti consapevolmente che per far guarire quel bambino non ci vogliono un mucchio di soldi, ma una cifra quasi irrisoria se paragonata agli attuali standard europei, allora non puoi più fermarti, bisogna fare, bisogna andare avanti, bisogna tirare fuori l’orgoglio di essere uomini.
Allora? Cosa racconto? Dei quattro trapianti di midollo osseo che sono stati eseguiti con successo in Pakistan spendendo forse il costo di un trapianto di midollo osseo fatto in Italia? Della soddisfazione medica di poter seguire un trapianto di midollo osseo dall’inizio alla fine, dal prelievo delle cellule staminali midollari, alla infusione, all’attecchimento. Dal dover recuperare tutte le competenze mediche di cui disponi e che forse erano rimaste scordate in un cassetto perché di antibiotici, di antifungini, di antivirali non ce ne sono cento come in Italia. Della estrema gentilezza e collaborazione con i medici Pakistani. Della perfetta strutturazione della rete Internet approntata presso l’ospedale PIMPS e SHIFA, impressionante davvero.
Certo,avvenimenti bellissimi ed emozionanti.
Ma adesso non ci si può fermare, lì si deve fare e si può fare con poco, quindi io aspetto.
Aspetto con la certezza di raccontarvi che tra un po' di tempo quei quattro trapianti saranno diventati quaranta, che invece di due stanze sterili all’ospedale pubblico di Islamabad ce ne saranno dieci, che ci sarà un laboratorio di immunogenetica del trapianto, che ci sarà e ci sarà e ci sarà, perché non è tempo di fermarsi.
inserito il Lun, 02/03/2009 - 10:51pm, ultima modifica il 08/05/2009
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