Il mio incontro con il premio Nobel Yunus in Bangladesh
Di Pietro Sodani
(foto)
Dhaka, 9 agosto, ore 14,50, in attesa del Prof Yunus.
Siamo partiti dal nostro albergo con circa un’ora e mezza di anticipo; mamma mia che esagerazione, qualcuno potrebbe pensare. No, è stata una giusta scelta. Attraversare Dhaka non è semplice, sotto diversi punti di vista.
Dhaka non sembra essere una città, ma è paragonabile ad un oceano di persone che vivono riversate in strada. Uomini, donne bambini, neonati che si muovono lungo quelle strade in modo affannoso, supplichevole, quasi come se quelle strade fossero l’unica forma di sostentamento , come se dalla strada, quella gente attingesse tutto ciò che è necessario per vivere.
Tutto è vitale a Dhaka per vivere, la spazzatura raccolta dai bambini, il fango, gli stracci sporchi usati come indumenti,l’acqua putrida del fiume Buriganga, dove forse un topo del fiume Tevere si rifiuterebbe di immergersi, ma dove ho visto bambini che giocavano facendosi il bagno.
Dhaka è una folla di sofferenza che velocemente diviene palpabile, al tatto, agli occhi, all’olfatto. Dhaka è un concentrato di povertà , dove , parlando con gli addetti ai lavori, ci spiegavano che la mortalità infantile corrisponde ad un bambino al minuto e nella maggior parte dei casi le famiglie non sanno perché, di quale malattie i loro bambini muoiono e continueranno a morire.
Dhaka è l’immenso sorriso di una bambina di 7 anni , che con il fratellino in braccio, nudo e malnutrito, mi sorride, a me e alla mia stupida camicia bianca, mentre da terra raccoglie un pezzo di carta sporca.
Sono le 14, 55 e stiamo aspettando il Prof Yunus.Fa un caldo bestiale, e dentro la mia testa i pensieri impazziscono.Tante le domande e tanti le incertezze e tanti i propositi.
Sono le idee che cambiano il mondo, certo, è vero. Ma le idee sono generate da uomini. Uomini? Quali Uomini?Sono gli uomini che amano la vita quelli che riescono a cambiarla. Gli uomini che non si adeguano, che non subiscono passivamente, che non sono disposti a farsi comandare, né da qualsiasi imposizione o da qualsivoglia legge di mercato.Questi uomini cambiano il mondo.
Ore 15,00. è entrato il Prof. Yunus.
Ciao Prof, mi chiamo
inserito il Sab, 05/09/2009 - 5:23pm, ultima modifica il 05/09/2009
- Login per inviare commenti
- Versione stampabile







